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IL PATRIMONIO ARTISTICO DI TORRE CANAVESE Nell'incantevole scenario di Torre Canavese, lungo le vie raccolte che si snodano nel centro abitato tra le ville antiche e i giardini che salgono verso il Castello, sono esposte ottantotto opere di artisti della ex Unione Sovietica, dodici pannelli di pittori canavesani e sei di creazioni artistiche in ceramica. A questo museo in "plein air", che non conosce orari, ma è sempre disponibile al pubblico, condizionato soltanto dalle variazione delle stagioni, della luce e dell'ora, si aggiungono le circa centotrenta opere conservate nella pinacoteca, ospitata presso il "Centro Incontri" di via Balbo; inoltre, il Giardino dei Ceramisti, (con un murale di quattordici metri di lunghezza realizzato con tessere di ceramica, secondo la tecnica Raku, dai grandi maestri ceramisti italiani) e l'anfiteatro all'aperto denominato "Giardino Belvedere", che ospita prestigiose rappresentazioni teatrali e musicali. L'iniziativa artistica ha origine nel 1990, con la mostra organizzata dal gallerista Marco Datrino, dedicata alla "Pittura russa dal Museo di Kiev" nel castello di Torre. La rassegna comprendeva opere del realismo ottocentesco, delle avanguardie di inizio secolo e del realismo socialista successivo alla Rivoluzione. Era un'occasione eccezionale per far conoscere l'arte e la cultura dell'Europa Orientale, il Comune di Torre Canavese ha voluto trasformare questo primo incontro con la cultura sovietica in un'esperienza più duratura, di relazione e di scambio; essa si caratterizza per la sua unicità ed è probabilmente irripetibile per livello di coinvolgimento e numero di opere realizzate in loco o donate alla Comunità torrese, con un obiettivo di gran rilevanza culturale: testimoniare, da un lato, un'epoca e una storia, dall'altro, che là dove la ragione politica divide, nel segno dell'espressione artistica è possibile unire popolazioni e culture diverse. Il rapporto istituito con i vari Ministeri della Cultura, ha permesso il soggiorno di sessantatre artisti (in rappresentanza di tutte le Repubbliche già ricomprese nella ex Unione Sovietica) a Torre Canavese. Questi ultimi sono sovvenzionati dal Comune e dalla Galleria d'Arte Marco Datrino, che offre loro il viaggio e ospitalità intesa come accoglienza e supporto. Per una settimana gli artisti invitati dipingono, visitano il Canavese e conoscono gli abitanti di Torre che puntualmente si stringono intorno a loro. Acquisita familiarità con la luminosità diffusa del paesaggio e con le proporzioni di Torre, che conta un numero di abitanti pari a quelli di un condominio nella periferia di una grande città, i pittori dimostrano una particolare affinità con la realtà canavesana: la sensibilità, gli umori, il senso pratico delle cose che a volte si esprime in un modo di dire, li avvicino alla cultura della gente del paese. Questi artisti sono gli eredi del "Realismo Socialista", che per lungo tempo ha caratterizzato l'estetica ufficiale dello Stato Sovietico. I quadri, in quel periodo, erano ispirati alla vita quotidiana, al lavoro in fabbrica, agli eventi storici e politici, all'esaltazione degli "eroi" e connotati dallo spirito figurativo ed empirico, senza concessioni all'estetica soggettiva. Ma non si tratta di un'espressione artistica puramente retorica o propagandistica: indiscutibile è l'abilità tecnica di questi pittori formatisi alle severe scuole delle Accademie di Mosca, Minsk, San Pietroburgo, Ashnabad, Samarcanda, Riga ecc. e la loro capacità nell'elaborazione artistica individuale di temi concreti. Essi si esprimono con un linguaggio rinnovato, fatto di materia vibrante, di vivida luce nei colori, di vivacità di tocco, infondendo nelle opere quello che il loro animo sente di poter esprimere, ivi compresa la speranza di realizzare il sogno di un mondo migliore. Le opere esposte a Torre rappresentano uomini intenti al lavoro, nei campi e nelle fabbriche, la celebrazione del 1° Maggio, ma più spesso paesaggi, campi di covoni, silenziose distese di neve, boschi autunnali, sentieri che si perdono nella steppa, giardini di dacie in lontane regioni, invasi di fiori primaverili, cavalli indomiti, o ancora le vedute delle città dell'immensa federazione: l'antica Susdal, Mosca notturna illuminata dai fuochi d'artificio, la bianca e araba Bukara o la festa della Marina a San Pietroburgo. Di grande suggestione cromatica sono i dodici dipinti dei pittori Torresani, ad esempio "Le Rogazioni", o la campagna gravata da una luce fantastica e irreale di "Laggiù è Torre", e le preziose ceramiche delle scuole di Faenza e Castellamonte. Torre abbarbicata al suo colle, rappresenta uno splendido spazio espositivo per queste opere. Di rilievo, oltre il Castello millenario, la Torre del Ricetto, Villa Ludovici, il Palazzo cinquecentesco dei Conti di San Martino de La Turre, Plazzo Concaris, Palazzo Testa e Villa Gaggini; ma è tutto l'impianto urbanistico del paese ad essere srmonico e seducente, apprezzato ormai da centinaia di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo che hanno scelto di visitare TORRE CANAVESE. |